MasterKeen CDE Manager

7 Febbraio 2022

16 posti

MasterKeen CDE Manager

Impara a creare e gestire ambienti
di condivisione dati (CDE / ACDat),
trasforma la tua professione 
in un ruolo
manageriale tecnico e di processo
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7 Febbraio 2021

16 POSTI

6 mesi

960 ore. Tutti i giorni, tutto il giorno.

€ 7.500 IVA esclusa

Interamente Finanziabile

Un corso completo a 360°

Il MasterKeen CDE Manager è stato pensato per chiunque voglia fare il salto di qualità nella propria vita professionale, diventando la figura manageriale di cui ci sarà importante richiesta nei prossimi anni nel mondo della progettazione collaborativa BIM: il CDE Manager, derivato in Gestore dell’ambiente di condivisione dati nella UNI 11337. Il corso dura sei mesi: 18 settimane di lezioni avanzate più sei di Experience (tesi), nella quale viene impostato un CDE completo per un vero progetto BIM collaborativo. Il Master è composto da moduli progressivi, da quelli basilari sui software fino ai più avanzati: Autodesk Revit e lavoro collaborativo multidisciplinare, Project Management, problem solving avanzato, teaching per il team, Autodesk Vault per CDE locali, BIM 360 per CDE in cloud, strumenti di comunicazione, database e programmazione, sistemi di rete, windows server & client, cloud computing, blockchain, business intelligence, data analysis, cybersecurity & cybersafety, Legal BIM, Collaborative Project Management & fork, creazione di un vero CDE, utilizzo come sistema nervoso digitale per implementazione dell’efficienza nel team e negli stakeholder.

Tutto ciò che è necessario conoscere per diventare un gestore ambienti digitali per il BIM di ultima generazione, pronto a entrare nel rooster internazionale dei veri esperti di questo sistema gestionale.

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7 Febbraio 2022

 

La partenza in presenza è garantita dall’attuale legislazione sull’emergenza sanitaria.
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Il valore di una scuola ha un solo metro di valutazione.
I risultati.

Nelle migliori realtà

Lombardini 22, Progetto CMR, Renzo Piano Building Workshop, One Works, Antonio Citterio Patricia Viel associati, Starching, Enel, Italferr, Archea, Lissoni Associati, GPA, General planning, Mpartners, Design International, Milan Ingegneria, Jacobs, Wood,  Ariatta, Esa Engineering, 2D to 6D, GPG Ingegneria, A++ Human Sustainable Architecture, Technion, Strategie Digitali, Panzeri SPA Impianti Tecnologici, PSC Engineering Procurement & Construction QATAR, Valle 3.0, Novigos, GPA, Faces Engineering.
Sono solo alcuni degli studi e delle aziende dove lavorano e dove hanno lavorato i nostri studenti come BIM Specialist, BIM Coordinator, BIM Manager e BIM Consultant.

Il CDE Manager

Obiettivo lavoro quadro

Il CDE Manager è la figura con il più alto tasso di crescita nei prossimi anni all’interno del processo BIM: oggi gli esperti veri di questa disciplina si contano sulle dita di una mano, e ogni progetto conforme a UNI 11337 e ISO 19650 si baserà su un CDE (o ACDat che dir si voglia) con processi di approvazione e monitoraggio, necessitando di un gestore dei processi collaborativi digitali.
Il CDE Manager deve infatti permettere al Team di effcientare al massimo il lavoro collaborativo attraverso il CDE.

Si tratta di una figura del quadro manageriale, al pari del BIM Manager e al di sopra di BIM Coordinator e BIM Specialist, le cui responsabilità sono legate non solo all’impostazione della sovrastruttura digitale di interscambio dati con piattaforme tecnologiche e sistemistiche, ma anche contaminate operativamente dal Project Management applicato al BIM, che si basa a sua volta sulle conoscenze legali e della proprietà intellettuale, del codice degli appalti, dei contratti. Il CDE viene impostato personalizzando i metodi collaborativi, implementando l’analisi dei dati e delle performance di team e progetto.
Le competenze che rendono il CDE Manager una figura di importanza capitale  sono molte e trasversali, sia nel campo tecnologico di rete, sia nel processo BIM vero e proprio.
Un manager del quale gli studi e le aziende che lavorano in BIM – quello vero – non potranno fare a meno nell’immediato futuro.

CDE e ACDDat

Il sistema nervoso digitale del progetto BIM

Molti pensano che il CDE (Common Data Environment), chiamato ACDat nella norma UNI 11337 (Ambiente di condivisione dati), si riduca a una struttura di cartelle da usare su uno spazio condiviso (dischi, server) o in un servizio cloud (Dropbox, Drive, etc.). Altri invece sono convinti che sia identificabile in un singolo software o servizio, come Autodesk Vault, Aconex o Projectwise. Ma non è così.
Un CDE è un ambiente, un insieme di strumenti digitali: software, servizi, sistemi di analisi.

Vuoi saperne di più? Apri lo spiegone

Il CDE / ACDat è un sistema composto da più tecnologie, operanti in modo complesso ma non complicato, che permette di utilizzare processi collaborativi e cicli di approvazione legati all’espletamento contrattuale. È composto da diversi tipi di software, integrati tra loro con servizi web, che permettono di gestire non solo il modello BIM, ma l’intero processo di implementazione, arrivando fino alla costruzione e alla gestione del ciclo di vita dell’edificio. Un ambiente che va molto al di la del singolo software.

Nel CDE hanno pari peso sia la conoscenza delle infrastrutture tecnologiche (sistemi informatici, reti, server, cloud), sia il processo BIM. L’ottima conoscenza dell’uno non prescinde un’altrettanta profonda competenza nell’altro. Anzi, si devono sovrapporre l’una all’altro.

L’Ambiente di condivisione dati è, in pratica, la struttura sulla quale si basa l’efficienza del processo di produzione e gestione del modello digitale, che permette di aumentare le performance di produzione e consegna del modello BIM, accelerando i processi e potenziando la collaborazione, arrivando a permettere la gestione del ciclo di vita dell’edificio per l’Asset Maintenance.

Per capire che enorme differenza c’è tra un servizio di condivisione cartelle e un CDE vero è sufficiente pensare a quest’ultimo come un sistema nervoso digitale del progetto BIM.

In natura, il sistema nervoso umano gestisce l’intero organismo in modo che sia efficiente e al massimo delle potenzialità; nel caso di emergenza l’apparato agisce in modo autonomo sulla ridistribuzione delle risorse permettendo la concentrazione di quelle più indicate (e necessarie) nell’area interessata dal disagio, riallocando al contempo quelle a disposizione per mantenere in vita l’organismo intero durante la criticità.

In un progetto BIM, un ottimo CDE permette di ottenere gli stessi effetti: gestire il flusso di lavoro in modo efficace ed efficiente, supportare le mansioni e i ruoli nel Team, trasformandole in incarichi a valore aggiunto basati sulle competenze dei professionisti, disporre di informazioni tempestive, adeguate e affidabili necessarie per creare un ciclo serrato di approvazione o di intervento, consentendo e facilitando il rapido adattamento al cambiamento e garantendo il proseguo del processo anche in presenza di criticità tecnologiche e collaborative, il tutto favorendo lo sviluppo evolutivo costante dell’intero progetto.

Il CDE è un sistema nervoso digitale integrato con i software di authoring BIM e quelli di gestione manageriale, che permette di lavorare in Team –

aiutando i collaboratori a risolvere autonomamente i problemi -, di creare un modello senza carta, di comunicare orizzontalmente e verticalmente, effettuare transazioni digitali per lo stato di ogni singolo elemento oppure di intere parti di modello, alle quali possono collaborare in modo diretto e controllato tutti i fornitori e i partner, trasformando ogni processo progettuale in una consegna tempestiva (efficace, efficiente e ottemperante ai contratti) attraverso i workflow, i sistemi di rete e i servizi web dell’organizzazione.

Come un vero sistema nervoso, non è composto da un solo organo, un solo software. È un insieme di strumenti diversi connessi da una tecnologia di comunicazione comune – i protocolli Web – ognuno dei quali compie il proprio dovere effettuando i processi cui è preposto, ma in grado anche di comunicare e sincronizzarsi prontamente con gli altri per indirizzare risorse e processi dove è necessario. È lo strumento esecutivo senza il quale è impossibile portare a pieno regime l’efficienza di un progetto BIM già dallo Stage 2 (ex Level 2), che rimane livellata al 30-40% delle potenzialità: un Ambiente di condivisione dati ottimamente organizzato permette di sfruttare anche il restante 60-70% e di ottenere guadagni pratici in tutti gli aspetti organizzativi ed economici, migliorando la produttività a livello aziendale anziché al solo livello del singolo team o progetto specifico.

Come il sistema nervoso, infatti, il suo vero scopo è di portare – e mantenere – al massimo livello le performance dell’intero organismo, non solo quelle di una parte specifica, operando al contempo un costante miglioramento continuo.

Quando si basa il flusso BIM su una piattaforma digitale di condivisione dati organizzata in modo ottimale, ci si rende immediatamente conto delle grandi differenze con le sole “cartelle strutturate e condivise”: modelli e informazioni circolano nella propria organizzazione con la stessa rapidità e naturalezza del pensiero nella mente umana, rivelando tempestivamente le criticità e permettendo la pronta risposta del sistema con strumenti che affiancano in tempo reale le dinamiche di problem solving nel team, utilizzando la tecnologia per guidare e coordinare gruppi di persone con la stessa velocità con la quale si riesce ad assegnare un incarico a un singolo individuo.

Un vero CDE permette di avvicinare la velocità del business a quella del pensiero, con la medesima efficacia. Per questo è richiesto dalle più importanti norme di efficientamento del BIM, dalla UNI alla ISO.

È un sistema digitale vivo e dinamico, che dev’essere creato e gestito da un professionista esperto di tutto ciò che serve per garantirne il funzionamento, dai processi collaborativi BIM fino alle tecnologie di rete.

Un professionista chiamato CDE Manager, o Gestore dell’ambiente di condivisione dati secondo la norma UNI.

Tutto quello che serve per costruire un CDE

Infrastruttura informatica e di rete per gli studenti. Per imparare in modo pratico.

Aule e ambienti di apprendimento

Il Master si vive negli ambienti Volcano, appositamente studiati per potenziare il livello di apprendimento. Computer, smartwall, strumenti web per problem solving, ragionamenti, riunioni, decisioni. Tutto a disposizione di istruttori e studenti.

Un intero sistema di rete da usare

Il Master non si basa solo sull’uso di PC. Gli studenti sfruttano l’intero sistema informatico, rete cablata, wi-fi, server e servizi cloud compresi. Per imparare a creare CDE non c’è altro modo.

Server personale

Ogni studente del MasterKeen CDE Manager ha a disposizione due computer: un server, per costruire un CDE, e un client, per utilizzarlo e testarlo.

Il corso

Da zero alla professione. Manageriale.

24 settimane, 960 ore

18 settimane di formazione effettiva, che comprendono decine di esercitazioni pratiche, contest e sfide, più 6 di tesi per lo sviluppo e la gestione di un CDE completo.

Da Lunedì a Venerdì

Tutti i giorni, cinque giorni alla settimana. Come in un vero contesto lavorativo, ci prepariamo ad affrontarlo.

Tutto il giorno

Dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30, pausa pranzo di un’ora e due pause caffè. E ogni tanto capita che le sfide proseguano anche oltre.

Una curva di apprendimento su più livelli

Il MasterKeen CDE Manager è un percorso di crescita professionale con una curva di apprendimento a più livelli, che prevede la progressione non solo del tecnicismo software, ma anche della capacità organizzativa, collaborativa e di gestione del team, che permettono di venire a capo delle grandi sfide che il processo prevede.
In poche parole, implementeremo l’autonomia professionale – la carattteristica più apprezzata da qualsiasi azienda o ente – nella gestione di Ambiente di Condivisione di dati.

BIM Collaborativo

Si lavora sul’infrastruttura di rete e sui server della scuola, in un CDE, con tecnologie collaborative e di condivisione locali e cloud.

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CDE/ACDat, reti e Data Analysis

Non si impara solo creare un CDE/ACDat, ma anche a gestirlo, monitorarlo, migliorarlo costantemente perchè ogni specialista BIM possa portare avanti il lavoro ogni giorno.

Project Management

Si progetta il CDE basandosi sui più moderni framework di Project Management, per diventare capaci di sviluppare soluzioni tecnologiche cucite su misura.

Tutto da zero.

Nessuna selezione, nessuna conoscenza pregressa richiesta.

Per frequentare il MasterKeen CDE Manager non è necessaria alcuna conoscenza del BIM, né di Revit: partiremo da zero anche con quest’ultimo, costruiremo le competenze con software e processi partendo da zero, anche con Revit stesso: un CDE Manager non si occupa di modellare il progetto BIM, ma di organizzare e gestire l’intero ambiente di lavoro per il Team, e deve quindi conoscere anche le dinamiche di funzionamento dei software utilizzati, sopratutto a livello di funzioni collaborative. Ma non è un problema, perché questo MasterKeen è completo sotto ogni punto di vista. Affronteremo tutto quello che serve sapere, e lo faremo costruendo le competenze giuste posando un mattone alla volta.
Pensiamo a tutto noi. Basta fidarsi e godersi il viaggio.

Autodesk Revit, basi avanzate

Inizieremo con Autodesk Revit, perché un CDE Manager deve conoscere anche gli strumenti che i colleghi, dal BIM Specialist al BIM Manager utilizzeranno, perché il suo lavoro consiste innanzitutto nel permetter ogni giorni a tutti di proseguire il progetto BIM. E senza conoscere in cosa consiste ciò che devono fare, utilizzare, è impossibile.

Autodesk Revit discipline

Dopo aver imparato l’uso di Revit ci concentreremo sulle singole discipline Arc, Str e MEP. IL CDE Manager non deve progettare, ma conoscere come ogni disciplina in Revit incide sulle altre è fondamentale per impostare l’ambiente di lavoro più efficiente. Per questo dedicheremo a ogni disciplina un modulo che permetta al gestore dell’abiente di condivisione dati di comprenderne i punti di forza e le criticità, soprattutto in vista del lavoro collaborativo.

Dynamo per la gestione dei dati

Useremo anche Dynamo all’interno di Revit per estrapolare e controllare dati e informazioni di competenza del CDE Manager e che permettono di affrontare i processi di approvazione previsti da Capitolato Informativo e contratto BIM. Imparare a creare scripting sui dati sarà importante anche per affrontare il processo di analisi delle performance qualitative di progetto e del lavoro in team, che affronteremo più avanti.

Modelli federati e multidisciplinari

Il modo in cui nel BIM vengono organizzati e realizzati i modelli multidisciplinari varia in base a diversi aspetti del progetto. Per questo affronteremo tutti i possibili scenari per la creazione di modelli aggregati (federati), per il lavoro in team collaborativo e multidisciplinare. Ci rapporteremo come la strategia: non esiste un modo unico o giusto di organizzare il modello e già in questa fase dovremo intersecare le conoscenze tecniche con i processi BIM.

BIM 360 e Vault

Da questo punto lasceremo il mondo progettuale – che è necessario conoscere – per addentrarci nel mondo del CDE. Lo faremo con i due maggiori esponenti di casa Autodesk – BIM 360 e Vault – l’uno più adatto al cloud, l’altro alle reti locali o alle intranet aziendali. Ognuno ha pregi e difetti, vantaggi o mancanze rispetto all”altro ed è importante che un buon CDE Manager conosca tali aspetti per stabilire di volta in volta qual’è il migliore da usare in base a situazione ed esigenze del cliente/committente. Li useremo per costruire una prima bozza di CDE allineata alla federazione dei modelli BIM multidiciplinari.

Normative BIM

Proseguendo nel cammino dell’eroe inizieremo a rapportare l’uso dei software ai processi previsti dalle normative ISO e UNI per il BIM e, in particolare per il CDE, affrontando le dinamiche dei processi di verifica e approvazione, che devono essere eseguiti attraverso sistemi e piattaforme digitali. Proprio quelle che abbiamo già imparato a fare. Basta solo aggiungergli le funzioni che servono: nomenclature, classificazioni, procedure di stato e milestone.

Open BIM e IFC

Una parte del lavoro del CDE Manager prevede la garanzia dell’interoperabilità di formato, soprattutto quando in ballo c’è la pubblica amministrazione. Dopo aver imparato a costrutire un ambiente basandoci sul lavoro collaborativo, aggiungeremo le competenze necessarie a farlo con formati aperti come l’IFC: impareremo come si esportano modelli adatti al processo di verifica e validazione, come impostare informazioni e dati prima dell’esportazione attraverso l’uso di scripting con  Dynamo. 

MySQL, Query e programmazione

Dopo aver imparato tutto ciò che è possibile impostare per un buon CDE inizieremo ad aggiungere ompetenze per costruirne integrazioni personalizzate. Affronteremo il tema dei database relazionali, useremo MySQL – uno dei più famosi al mondo – che ci permetterà di prendere confidenza anche con le query e l’estrapolazione personalizzata di dati tramite PHP e Json. Quando avremo imparato a giostrarci nei dati impareremo anche a trattarli con altri sistemi di database minori.

Data analysis e business intelligence

Una parte molto importante del lavoro del CDE Manager consiste nel garantire l’integrità del dato e dell’efficienza collaborativa digitale. Per farlo deve aver modo di valutare efficacemente e velocemente le performance del progetto creando appositi sistemi di analisi e monitoring , con lo scopo di produrre report da condividere con il BIM Manager e il Team, perché siano individuabili in tempo reale i punti forza e le aree di miglioramento del sistema collaborativo, in allineamento al framework di Project Management Lean, che prevede l’implementazione continua della qualità del lavoro. In questa parte integreremo i software di Business Intelligence direttamente con il  CDE, e studieremo la Data Storytelling per comprendere come presentare dati e risultati con immediata efficacia. 

Reti, sistemi e blockchain

Un buon CDE Manager non è necessariamente un responsabile IT, ma deve sicuramente intendersene anche di reti, server e sistemi. Per questo  impareremo a impostare e gestire le tecnolgie di rete necessarie a far funzionare una piattaforma clooaborativa. Affronteremo le reti LAN, WAN e i servizi Cloud, impareremo a impostare e gestire una rete basata su Windows Server, a configurarlo partendo dalle basi, a impostare permessi, accessi, regole, funzionalità e servizi. Lavoreremo con IIS per l’impostazione di un web server (perché un CDE vero è sempre basato su un web server – anche se locale -, non su cartelle condivise) e inizieremo a capire quali scelte affrontare per permettere sia il funzionamento dei software, sia a garantire l’integrità dei dati per tutto il processo di progettazione.
Faremo un excursus anche sulle tecnologie Blockchain, parlando di smart contract e token, e di come questi possano essere utilizzati realmente nel BIM a livello pratico, non solo teorico.

Project Management

L’ultimo tassello tecnico sulla padronanza dei CDE riguarda l’acquisizione di competenze di Project Management: il Common Data Environment va progettato anche in base al framework di PJM che il BIm Manager o il Project Manager vogliono utilizzare. Impareremo il Project Management approcciandole dalle basi pratiche: parleremo dalle fasi e dai cicli di vita del progetto, della sua pianificazione, delle tecniche reticolari, del diagramma di Gantt, di WBS e di Critical Path Method.

Cybersecurity, GDPR, Legal BIM

Affronteremo la sfera “legale” del CDE affrontando le tre aree che la compongono: la cybersecurity per la sicurezza dei dati, il GDPR per la gestione degli stessi e quella contrattuale, che comprende il codice degli appalti, le basi della contrattualistica, di tutela della proprietà intellettuale sia per il progetto, sia per i modelli BIM. Comprenderemo e assimileremo una serie di aspetti che guidano l’impostazione dell’intero CDE e ne inizializzano la finalizzazione a vero sistema nervoso digitale, perché sulla parte legale si basano molte delle decisioni che il CDE Manager deve prendere, di comune accordo con il BIM Manager, per l’utilizzo della piattaforma digitale di progetto.
Riprenderemo il discorso sulle tecnologie di Blockchain, rendendo più chiaro, a livello legale, come possono incidere (positivamente e/o negativamente) su un processo BIM contrattualizzato.

Capitolato Informativo e BEP

Infine, chiuderemo la parte formativa mettendo a regime la padronanza di processi e tecnicismi software, lavorando a pieno regime su mockup digitali di un CDE per verificare la fattibilità tecnica delle scelte effettuate, operando a pieno ritmo per raggiungere gli obiettivi dei singoli brief che verranno rilasciati di giorno in giorno costruendo ulteriori competenze e producendo l’elemento più importante di qualsiasi progetto BIM, quello da cui tutto ha inizio e guida il processo e per comporre il quale è necessario avere padronanze tecniche software, di processo collaborativo, di normative, aspetti legali e di Project Management: il Capitolato Informativo.

Keen.
Non solo Master.

L’efficacia dell’apprendimento è una competenza da sviluppare.

Keen è un termine inglese che indica la capacità di essere allo stesso tempo approfondito e appassionato, intenso e penetrante, forte e intelligente. In pratica, tutte le caratteristiche del nostro percorso e, contemporaneamente, quelle che aiutiamo agli studenti a sviluppare, perché sono le più apprezzate nel mondo professionale, al di la di tecnicismo e conoscenza della disciplina.

 Nel MasterKeen affrontiamo metodi e strumenti che, grazie al metodo didattico, restituiscono contemporaneamente un doppio vantaggio: potenziare la capacità di apprendimento degli studenti, permettendoci di raggiiungere livelli più profondi nello stesso tempo, e diventare vere e proprie Soft Skills da inserire nel curriculum.

Distribuiamo i moduli Keen lungo l’arco dell’intero corso, perché ognuno possa essere un pianerottolo per affrontare gradualmente e con maggior facilità le successive rampe nella grande scala dell’ascesa al processo BIM.

Tecniche di apprendimento

Nel MasterKeen si impara innanzitutto a imparare meglio, più velocemente, con maggior efficacia e con l’obiettivo dell’apprendimento, cioè del saper fare a propria volta. Per questo tutto inizierà con le tecniche di potenziamento dell’apprendimento, che gli studenti potranno applicare in tutte le fasi del corso per trarre il massimo, soprattutto quando i giochi si faranno seri.

Advanced Note-taking

Per quando gli appunti lineari non saranno più sufficienti, perché gli argomenti chiederanno presto comprensione a più livelli, collegamenti, review e debriefing.
Apprenderemo come utilizzare strumenti avanzati di note taking come gli appunti Cornell, importanti strumenti non solo per la memorizzazione delle lezioni, ma anche per il ragionamento e la review delle stesse.
E dato che non esistevano strumenti adatti, li abbiamo creati noi.

Mappe mentali

Impareremo a utilizzare le mappe mentali, totalmente diverse da quelle lineari o dai diagrammi di flusso, per organizzare il pensiero logico – e quindi il lavoro -, effettuare ragionamenti e brainstorming collaborativi, prendere appunti in tempo reale e ragionare in real-time in modo visivo-spaziale, creando connessioni tra concetti e metodi. 

Problem Solving

Solitamente relegato a semplice soft skills, il Problem Solving è alla base della vera capacità professionale in qualsiasi settore personale o lavorativo. Gli studenti delle edizioni passate si sono distinti sia per la conoscenza della materia, sia e soprattutto per la capacità di affrontare e risolvere situazioni problematiche, perché il BIM non è un processo lineare e semplice. Per questo motivo dedicheremo moduli specifici al PS classico, senza però accontentarci. Affronteremo sessioni avanzate su tecniche di PS strategico e creativo, sintetizzate da Volcano, per renderlo uno strumento adatto a tutti gli stili attitudinali, in modo che ogni studente possa portare al massimo regime le proprie potenzialità.

Comunicazione efficace

Impareremo metodi e strumenti Volcano che permettono di implementare una comunicazione efficace ed efficiente all’interno del team di lavoro, per rendere migliore il processo di condivisione delle informazioni tra compagni di studio che lungo il percorso diventeranno colleghi di lavoro.

Teamwork

Impareremo i principi di Teamwork e Teamgrow per implementare il lavoro di squadra, perché diventi una vera attitudine collaborativa il cui scopo è raggiungere un obiettivo comune o per completare un’attività nel modo più efficace ed efficiente. Dopo aver reso l’apprendimento più efficiente con i moduli precedenti, il Teamwork diverrà l’arma segreta per l’accelerazione dell’apprendimento per ogni singolo studente. Più apprendimento in meno tempo, per tutti. Nelle aziende lo chiamano Apprendimento organizzativo.

Esposizioni e presentazioni

Un ottimo lavoro presentato male non permette di valorizzare la bontà degli sforzi sostenuti. Per questo motivo nel MasterKeen faremo anche lezione su come creare presentazioni che possano permettere agli studenti di esporre coerentemente il tecnicismo dei propri sforzi. Trasformeremo magicamente questa capacità in un vero e proprio strumento polivalente: di apprendimento, di Problem solving, di organizzazione logica e sequenziale delle argomentazioni. È una skills dai mille vantaggi, che sarà usata come base per il modulo di Teaching che affronteremo nel Project Management.

Smart Working

L’era del Covid19 ha portato con se la necessità di saper lavorare da remoto, con una comunicazione efficace, con presentazioni professionali, nelle quali ogni partecipante collabora all’efficienza del lavoro. Nel MasterKeen implementeremo anche questa skills, nella quale convergono tutte le altre, perché i nostri studenti siano pronti a lavorare con la massima produttività per le aziende che attuano lo Smart Working con il massimo del risultato professionale.

Self proposal per candidature

Infine, faremo apposite lezioni anche sulle candidature lavorative, sul rapporto con il potenziale datore di lavoro, sulla preparazione di curriculum, resume, portfolio e impostazione dei social. Essere pronti per la collocazione significa avere i bagagli già pronti, in attesa del decollo, che può avvenire in qualsiasi momento.
Insegnamo agli studenti come essere pronti alla chiamata, ognuno con i propri pregi e le proprie potenzialità.
Onuno con la propria personalità.

Experience di tesi

Progettiamo, creiamo e soprattutto gestiamo un CDE durante il flusso di un progetto BIM.

Terminata la parte di apprendimento passeremo alla trasformazione di quest’ultimo in competenze vere e proprie. L’experience di tesi richiederà 6 settimane di lavoro intenso, divise in 2 fasi: sarà un’experience cross-master che si interseca con il lavoro di sviluppo di un modello digitale del MasterKeen Specialista BIM, il cui team opererà nel CDE che avremo creato, fornendoci tutte le metriche di valutazione che ci permetteranno di comprendere l’efficacia delle scelte effettuate
Ragioneremo strategicamente su piani d’azione, imprevisti ed emergenze preparando sia l’ambiente di lavoro, sia i sistemi di data backup e recovery, svilupperemo sistemi di analisi integrati per la produzione di report e per il monitoring costante dell’attività.
E una volta creato questo sistema nervoso digitale, lo faremo funzionare ogni giorno. Lo gestiremo. Perché questo fa un manager.

Fase 1

2 settimane

Nel MasterKeen CDE Manager faremo entrare le competenze a regime entrando nella Fase 1, dividendoci in gruppi di lavoro e preparando da zero, per due settimane, un vero CDE configurando la rete, il server, i PC client, i software per la piattaforma digitale connettendoli con web application dedicate, decidendo e organizzando i processi collaborativi di comune accordo con il BIM Manager, realizzando i sistemi di approvazione e rilascio per file, modelli e documenti, producendo tutta la documentazione necessaria all’utilizzo, in modo che possa essere utilizzata dal Team BIM ma anche da stakeholder esterni (che spesso collaborano ai grandi progetti BIM).
In questa fase emerge l’importanza di aver affrontato l’uso di Revit multidiciplinare nella prima parte del MasterKeen, perché ogni impostazione o implementazione dovrà essere verificata con il lavoro pratico e reale di chi dovrà poi utilizzare la piattaforma digitale. Senza tali competenze non sarà possibile verificare la funzionalità del proprio CDE prima di autorizzarne l’utilizzo. Non c’è altro modo, in pratica, di fare un ottimo lavoro e fornire una Piattaforma perfettamente funzionante se non mettendosi dall’altra parte e verificando ogni singola funzione, operazione e scenario di utilizzo, in modo che il sistema sia pronto e reattivo alle diverse situazioni che si potranno verificare durante il lavoro condiviso e collaborativo in regime di worksharing avanzato o con un modello federato in base agli Usi.

Analisi esigenze di progetto

Iniziamo analizzando gli Usi del modello per cui è stato commissionato il progetto BIM e definiamo gli obiettivi di operatività da garantire al Team di modellazione.

Pianificazione struttura

Studiamo una strategia di realizzazione della struttura per il CDE, definiamo cosa gestire in locale e cosa nel cloud o attraverso servizi web, e iniziamo a impostare gli accessi regolati in base ai ruoli: Specialist, Coordinator e Manager.

Z

Flusso di approvazione

Tra gli scopi più importanti di un CDE ci sono i processi di approvazione. Li svilupperemo basandoci su UNI 11337 e ISO 19650, definendo i passaggi di stato dei file e le regole con le quali devono avvenire le fasi di Validazione BIM.

Processi collaborativi

Svilupperemo l’ambiente collaborativo nel quale l’intero team potrà operare sul modello federato, impostando la strategia per i formati nativi e per quelli di interscambio aperti.

Realizzazione CDE / ACDat

Infine, realizzeremo la struttura completa del CDE, impostando rete, server, software e servizi. Lo renderemo funzionale e accessibile, sicuro, basato su processi che permetteranno al team BIM di operare con la miglior efficienza.

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Documentazione di utilizzo

Il ponte con la fase 2 consiste nella preparazione della documentazione, comprendente informazioni chiare e diagramm idi fl per l’utilizzo del CDE da parte degli operatori BIM e degli stakeholder. Il buon CDE Muanager non solo imposta l’ambiente di lavoro, ma trasmette le informazioni necessarie a fruire adeguatamente del sistema.

Fase 2

4 settimane

Nella Fase 2, infine, la tesi entrerà nella piena modalità Experience, durante la quale verrà gestito il CDE precedentemente impostato, all’interno di un processo di produzione di un progetto BIM, con la responsabilità di portarne l’efficacia a pieni regimi già dalla prima settimana e di migliorarla sempre di più fino all’ultimo giorno, fino all’ultimo minuto.

Si opererà come Gestore dell’ambiente di condivisione dei dati, garantendo tutto ciò che è richiesto dall’integrità del dato: piena e ininterrotta operatività della piattaforma (e quindi del team), flusso collaborativo, sicurezza, recovery, interventi tempestivi di modifica su richiesta del team o del BIM Manager, gestione del worksharing e dell’archiviazione, sistemi di approvazione, di rilascio dei modelli e dei documenti, attività di analisi in tempo reale, gestione e monitoraggio della qualità produttiva, come un vero manager deve saper fare, per arrivare infine all’ultima fase, quella di wrap (confezionamento del modello) e consegna finale del progetto.

L’intera attività sarà coordinata in modo continuativo con BIM Manager, BIM Coordinator e BIM Specialist, che lavoreranno in regime di collaborazione interdisciplinare.

Ogni settimana inizierà con il briefing del Team di CDE Manager, durante il quale saranno assegnate le competenze operative, che verranno poi verificate insieme il Venerdì con appositi debriefing. In base ai risultati raggiunti il proseguo del lavoro verrà rimodulato in modo che il weekend, eventualmente, possa servire per l’allineamento alla tabella di marcia. Così come si fa nella realtà.

Briefing di avvio

Per poter fare in modo che il progetto BIM possa partire faremo un briefing di setup con il Team di sviluppo, nel quale spiegheremo le modalità di utilizzo del CDE, i processi di approvazione, i flussi informativi e assegneremo i diritti di accesso alla piattaforma in base ai ruoli e alle responsabilità. Consegneremo la documentazione contenente tutte le indicazioni necessarie a permettare al gruppo di lavoro di operare con la massima efficienza e terremo un “corso di utilizzo” per massimizzarne l’utilità e fare in modo che tutti possano, fin da subito, approcciare le prime fasi di lavoro con la massima fluidità. In questo briefing metteremo in gioco tutto quello che abbiamo preparato nelle due settimane precedenti e raccoglieremo, recependole, eventuali altre necessità da implementare durante la fase 2 per trasformare il CDE nella sua miglior versione possibile entro la fine del mese di Experience BIM.

Riunioni e debriefing

Parteciparemo attivamente alle riunioni di coordinamento del progetto BIM di inizio settimana e ai debriefing di miglioramento, contribuendo alla definizione degli obiettivi, raccogliendo le esigenze relative all’Ambiente di Condivisione Dati e recependo le necessità di adattamento alle decisioni del Team.

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Implementazioni modifiche

Adatteremo di volta in volta il sistema alle necessità che nasceranno man mano che il progetto andrà avanti, supportando le richieste del Team relative a processi di approvazione e repository dei modelli collaborativi e delle librerie condivise.

Garanzia di integrità dei dati

Opereremo costantemente per garantire che il lavoro vada avanti senza alcuna perdita di informazioni o modelli, utilizzeremo i sistemi di Cybersecurity e Backup che abbiamo imostato, faremo rispettare le regole e i flussi di utilizzo che permetteranno all’intero Team di operare senza perdere un’ora di lavoro.

Monitoraggio e Data analysis

Effettueremo quotidianamente un monitoraggio costante sulla qualità del modello e le performance del Team, creando Dashboard che permetttano di capire per entrambi i punti di forza e le aree di miglioramento, permettendo metodi decisionali volti al miglioramento continuo.

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Relazione informativa

Collaboreremo attivamente alla stesura della documentazione tecnica BIM, compresa la Relazione informativa nella quale apporteremo tutta la documentazione necessaria a permettere al cliente di utilizzare il modello sviluppato all’interno del CDE. Svilupperemo indicazioni, istruzioni, mappe di processo e diagrammi di flusso per portare al massimo livello la comunicazione efficace.

Wrap del progetto

Infine, presidieremo le operazioni di wrap del progetto, ovvero il confezionamento per la consegna al cliente, impostando l’area del CDE deputata a tale scopo, supportando gli specialisti che vi riporteranno tutto il materiale sviluppato, dal modello alla documentazione, dalle librerie ai template, dai file multimediali fino agli output dei singoli usi: tavole, rendering, computi, parametri, etc.

In presenza, nella massima sicurezza

Il MasterKeen viene erogato in presenza, in completa ottemperanza con le disposizioni di legge per le scuole, in totale sicurezza sanitaria, con soluzioni molto più ampie rispetto agli istituti pubblici, con un protocollo di Smart Learning per eventuali lockdown o assenze degli studenti, anche nel caso di malattia. Perché non venga perso nemmeno un giorno di lezione.

Gran finale

Nella vita i ricordi più belli sono delle cose che  finiscono

Se c’è una cosa che sappiamo fare bene oltre al nostro lavoro, è festeggiare dopo aver dato il 150% per portaro a termine. Il MasterKeen si conclude con una giornata di festa, nella quale verranno consegnati gli attestati e ripercorreremo i sei mesi passati insieme; può essere un pranzo da dodici ore, un concerto in un palazzetto tutto per noi, una festa con birra unlimited. L’importante è festeggiare i traguardo raggiunti e aggiungere un ricordo indelebile ai mesi passati in Volcano a trasformare rookies del BIM in professionisti pronti al mondo del lavoro. Alle feste vengono invitati anche tutti gli ex studenti, è un occasione per incontrarsi tra generazioni di senpai.

A Lecco

In una città magica, incastonata tra lago e montagna.
In una sede che unisce BIM e Industria 4.0

La sede di Volcano High si trova nel centro direzionale Meridiana, in una torre tecnologica, un edificio moderno e dotato di ogni tecnologia che permette di rendere i corsi un’esperienza professionale.
Un edificio dove far convergere BIM e Industria 4.0.

Costi e iscrizioni

MasterKeen
CDE Manager

7 Febbraio 2022

16 posti

Durata

24 settimane full-immersion, 960 ore di didattica diretta, da Lunedì a Venerdì, dalle 9.30 alle 18.30.

Costo

€ 7800 (IVA esclusa)

Requisiti minimi

Conoscenza richiesta di Windows, PC e progettazione. Non è richiesta la laurea, solo aver frequentato un percorso di studi in linea con la progettazione edile. Non è richiesta la conoscenza del BIM, partiremo da zero.

Finanziamenti e bandi

Il MasterKeen è finanziabile con il Per Merito di Intesa Sanpaolo ed è riconosciuto dal bando Torno Subito della Regione Lazio.

Iscrizione.

L’iscrizione è facilissima. È sufficiente seguire tre facili passaggi. Abbiamo ridotto la burocrazia al minimo, non ci sarà nient’altro da fare che compilare un modulo con le tue informazioni per effettuare una pre-iscrizione non vincolante, poi quando avrai preso la decisione di ufficializzarla ci sarà da reinviare firmato per accettazione il contratto che hai ricevuto e versare la caparra. Tutto qui.

1. Pre-iscrizione

La pre-iscrizione al MasterrKeen CDE non è vincolante, né da parte degli studenti, né della scuola, né degli studenti. Serve a Volcano high per avere idea del numero indicativo di partecipanti potenziali.
Premendo “Iscriviti” e compilando il modulo con i propri dati, si riceverà un primo modulo pre-compilato che può essere utilizzato per confermare la propria partecipazione seguendo le iscrizioni in esso contenute. In questa fase la pre-iscrizione rimane solo una dimostrazione di interesse.

2. Conferma

Dopo aver effettuato la pre-iscrizione non vincolante, per trasformarla in Iscrizione ufficiale è necessario inviare a Volcano il contratto in PDF ricevuto durante la prima fase compilato firmato. Le istruzioni per l’invio sono scritte nel contratto stesso.
Contestualmente, per confermare la partecipazione è necessario versare la caparra del 40% sull’importo totale e inviare la ricevuta (contabile bonifico) insieme al contratto. Anche per questo aspetto le indicazioni sono tutte comprese nel contratto ricevuto.

NEL CASO DI FINANZIAMENTO PER MERITO LA CAPARRA PUO’ ESSERE VERSATA DOPO L’APPROVAZIONE DEL PRESTITO

3. Benvenuto a bordo

Al ricevimento del contratto e della caparra l’amministrazione di Volcano High ti confermerà defintiivamente il termine della procedura e bloccherà il tuo posto. Tutto qui, non ci saranno altri elementi di burocrazia.
Da questo momento entrerai ufficialmente a far parte degli studenti del MasterKeen, e non dovrai più pensare a niente fino alla partenza, se non a caricare le pile al massimo per affrontare i sei mesi di un’esperienza che, se seguita con entusiasmo, potrà cambiare davvero la direzione del tuo futuro professionale.
A tutto il resto ci pensiamo noi.

Sistemazioni

Disponiamo di un elenco di appartmenti e stanze in affitto, che condividiamo con gli studenti che ne fanno richiesta dopo aver concluso l’iscrizione.

Domande e supporto

Hai domande sul MasterKeen?

Consulta la sezione Q&A, potresti scoprire che molte hanno già una risposta.

Volcano High è una scuola di AM Labs S.r.l., Largo Caleotto 29, 23900 Lecco. P.IVA 03621220130 - CCIA Registro delle Imprese di Lecco 23501/2015.
Ente formativo accreditato Regione Lombardia n° 1222, ISO 9001:2015 certificazione SSG 17728 AQ 3145.
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